INCUBUS
CAPITOLI
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31.
Passa qualche minuto……Buffy si preme il collo, sentendo il calore
umido del suo sangue……dalla tasca tira fuori un fazzoletto e lo
preme con una mano, mentre con l’altra si aiuta per rimettersi in piedi…
…a terra, le pozza di “sangue”, lasciate dalla creatura,
iniziano a ricoprirsi di bolle, come se il liquido stesse lentamente ribollendo………ma
ogni volta che una bolla esplode, la pozza si rimpicciolisce sempre di più…
…dopo qualche secondo di indecisione, Buffy si getta di corsa ad inseguire
la scia di sangue, lasciata dalla creatura…
32.
LA BREVE STORIA DI ERMAN PEMBLETON
Finalmente, dopo il quinto squillo del campanello, la porta viene aperta…
…<Il Signor Erman Pembleton ?…> domanda la voce che esce
dalla mascherina bianca del primo dei due infermieri, in piedi sull’uscio…
…l’uomo sulla quarantina, in pantofole, canottiera, sguardo assonnato
e pochi radi capelli in testa, fissa stupito i due… <…ma……ma……
SI… sono …io…… ma…> balbetta confuso…
…<Lei…> riprende lo stesso medico <…sarebbe interessato
a donare i suoi organi per la scienza medica ?…> chiede interessato
il medico <OH……BHE……CERTO…> esclama Erman,
convinto di stare per ricevere chissà quali complesse spiegazioni,
sulla morale di un gesto tanto nobile…
…il medico si volta verso il compagno e questi, annuendo, solleva una
borsa di pelle nera, dall’aspetto pesante……e nel muoverla,
si sente distintamente, il rumore di metallo che cozza con metallo…
…<Molto bene Signor Pembleton……allora ci prendiamo subito
i suoi organi…> <MA……devo prima……morire…>
esclama scioccato e confuso l’uomo…<Non si preoccupi assolutamente
di questo dettaglio…> lo rassicura il medico…<…non
sopravvive nessuno……al nostro espianto…>
…detto questo, entrano in casa, strattonando indietro il povero e scioccato
Signor Erman Pembleton ………la porta viene chiusa con cura………e
pochi minuti dopo, il rumore delle urla di dolore, viene coperto parzialmente,
dallo stridio della sega elettrica…
FINE DELLA BREVE STORIA DI ERMAN PEMBLETON
33.
Passa un’ora e ne passa un’altra……lontano, sulla linea
dell’orizzonte, un timido bagliore si fa via via sempre più potente
e luminoso…
…il sole sta sorgendo……ma l’aria è ancora fresca
e la costringe a stringersi nella giacca per riscaldarsi un poco…
…distrattamente, si chiede se sia il caso, per quel giorno, di assentarsi
da scuola…… o andarci egualmente, mezza addormentata, dolorante
e ferita…
…ma il problema non è urgente e viene accantonato da qualche
parte nella mente, mentre gli occhi della ragazza, continuano a seguire le
tracce di “sangue” che velocemente si dissolvono in scoppiettanti
bolle nere…
…il fitto bosco finisce…
…inizia la strada con l’asfalto ancora umido, mentre il sole scaldandolo,
fa levare in alto una sottile e debole nebbiolina……attorno a lei,
solo gli alti alberi che incombono sulla strada e gli animali che li abitano,
manifestano la loro presenza con i propri versi…
…un paio di macchine, con i fari ancora accesi, che sfrecciano veloci
e suonano i clacson quando la vedono…
…poi anche il bosco svanisce………di colpo e senza preavviso…(un
cartello in mezzo ad un’aiuola, scrive festosamente “Welcome to
Sunnydale”)……ai lati della strada compaiono le case………alte
due o tre piani……costruite in legno (il colore della tintura,
che predomina, è il bianco) con camini di mattoni rossi e tetti dello
stesso colore…… lunghi e stretti viottoli di cemento grigio, conducono
a corte scalinate, davanti a porte di legno scuro……ampi giardini
di erba verde e, in alcuni casi, spaziose verande…
…un furgone del lattaio passa vicino a lei……il motore ronfa
silenziosamente, quasi avesse paura di turbare il silenzioso che ancora regna
in strada, a quell’ora del mattino……ne scende il guidatore
con la sua uniforme bianca immacolata……cambia un paio di bottiglie
vuote con altrettante piene di latte fresco… …risale e riparte………si
ferma davanti ad un’altra casa……compie gli stessi gesti
e riparte nuovamente…
…dalla parte opposta della strada, un ragazzino pedala velocemente con
la sua bicicletta rossa fiammante, e da una grossa sacca, pesca dei giornali
che provvede a lanciare (con gesto ormai esperto) il più vicino possibile
agli usci delle case……la bicicletta passa vicino a lei, e il campanello
viene premuto con forza, quasi che il ragazzino dai capelli castani, si immagini
già a bordo della veloce macchina che un giorno (lui spera) riuscirà
a comperare con i guadagni della consegna dei giornali…
…la porta di una casa (piantati nel giardino, fenicotteri in plastica
rosa e girasoli di legno) si apre all’improvviso, e Buffy si volge da
quella parte…
…un tipo sulla trentina, con capelli neri, faccia pallida e non sbarbata,
vestito solo di una vestaglia azzurra, esce all’esterno della casa,
sbadigliando vistosamente……poi, accortosi di lei, si mette una
mano di fronte alla bocca……raccoglie il giornale e lo alza in
segno di saluto, forse confondendo per via dello sguardo ancora assonnato,
la bionda ragazza che continua a guardarlo, con qualcuno di sua conoscenza…
…l’uomo rientra in casa e chiude la porta…
…classica vita di quartiere (ceto medio alto) di una qualsiasi cittadina
a quell’ora della mattina…e il pensiero della Cacciatrice, va
subito alla madre che si alza dal letto (beninteso, dando per scontato che
abbia dormito……o in caso contrario, sarebbe stata distesa sul
letto a fissare il soffitto, con le orecchie tese ad ascoltare ogni rumore)…e
scesa in cucina non trova la figlia………e poi (ovviamente)
corre in camera e non la trova neppure lì……le coperte non
sono sgualcite, segno che nessuno ci ha dormito………e da quel
punto in poi, oscuri visioni della figlia che fugge di nuovo, si rincorrono
nella mente della donna…
…solo questo pensiero, basta a Buffy, a farle balenare un brivido gelato
che corre lungo la schiena ……e già si chiede se sia il
caso di fare una bella corsetta verso casa e riprendere la caccia all’essere,
la sera successiva…
…ma le pozze di sangue della creatura, spiccano ancora abbastanza visibili,
lì a terra, sull’asfalto scuro…… velocemente si raggrumano
una dopo l’altra……e già quelle dietro di lei, sono
semplicemente svanite……Buffy serra le labbra per qualche secondo,
indecisa su cosa fare…
…e quando la pozza davanti a lei si rimpicciolisce, fino a svanire come
d’incanto, la decisione è presa…
…una folle corsa per seguire le tracce lasciate dall’essere e
trovare la sua tana………dove sicuramente si nasconde…
34.
Gli elmi, a forma di testa di Drago ruggente, nascondono i loro volti……il
corpo, alto due metri e passa, è completamente ricoperto di una fitta
e nera maglia metallica, deformata dai toraci possenti e dai forti muscoli……le
spalle, larghe almeno un metro e venti……le mani indossano guanti
d’acciaio con sporgenti punte metalliche……i neri stivali,
in morbida pelle……le loro mani guantate, posate con forza sopra
l’elsa della pesante e lunga spada……e quest’ultima,
con la punta che affonda nella moquette del pavimento…
…le quattro possenti guardie dell’Ordine del Drago, bloccate in
posa di ghiaccio, a breve distanza l’una dall’altra, si volgono
all’unisono, appena avvertono la presenza di qualcuno……una
figura nera, finita di salire la corta scala di legno scuro, avanza con passo
pesante, lungo il corridoio disseminato di torce ardenti, che anneriscono
il soffitto bianco…
…Incubus si ferma ad un metro dalle quattro guardie, che gia gli sbarrano
il passo…<Devo conferire con il Creatore…> esclama lui con
voce severa, che fuoriesce dal suo volto, liscio e ovoidale ……sul
fianco, spicca ancora il paletto di legno…ma il “sangue”
non sgorga più dalla ferita…
…due delle guardie si muovono di scatto, lasciando libero il passaggio
per la porta di legno bianco laccato, in fondo al corridoio……la
creatura passa avanti e continua a camminare lungo la moquette rosso acceso,
mentre dietro di lui, le guardie riprendono posizione……pronte
a difendere, fino al loro ultimo respiro, la vita del Creatore…
…Incubus, arrivato di fronte alla porta, afferra il pomello dorato e
lo gira, aprendo l’uscio e lasciando uscire, la musica e risate che
regnano nella piccola stanza………entra, e chiude la porta
dietro di lui…
…e il corridoio ripiomba nel silenzio e nella penombra…+
35.
Le chiazze di “sangue” svaniscono all’improvviso, nel bel
mezzo del marciapiede……l’ultima di essa, si ferma poco prima
dell’imbocco del vialetto di una casa……nessun’altra
“macchia nera” è in vista…….…Buffy prosegue
avanti per una ventina di metri……ma il marciapiede, è pulito…
…ritorna indietro e si mette ad osservare la costruzione…
…tra due piccoli muretti alti poco più di un metro (sopra di
essi, ci sono alcuni grandi vasi di terracotta con fiori appena sbocciati)
che contengono il rialzo di terreno, un vialetto di cemento grigio, conduce
ad una breve scalinata che porta alla costruzione……una villa padronale
costruita in mattoni e pietre, sopra una collinetta…
…un piccolo muro di pietre irregolari ne delimita, probabilmente, tutta
l’estensione………sul prato, piccole aiuole di fiori
multicolori e un paio di querce fanno bella mostra di sé……la
porta in massiccio legno scuro, domina il piccolo patio (con tanto, addossata
alla parete, di panchina di legno)……la costruzione, quasi di sicuro
una casa del secolo scorso, è alta tre piani… le finestre del
primo e secondo piano, sono chiuse da delicate tendine bianche……dalla
finestra circolare della soffitta, la tenda che la copre, si sposta un poco,
come se un alito di vento l’avesse spostata……o la stessero
osservando…
…la casa, tutto sembra, tranne la tana di un mostro assassino…
…Buffy serra le labbra, gettando occhiate intorno a sé……dalla
parte opposta della strada, in una casa, simile a quella con cui lei vive
con la madre, una tendina di muove e torna a coprire la finestra… ……un
tipo, poco lontano, raccolto il suo giornale e le sue bottiglie di latte,
la fissa per qualche secondo, prima di ritornare in casa…
…la ragazza si volta di nuovo, ad osservare l’ingresso della casa………un
sospiro che scuote il suo corpo……una mano che si tocca distrattamente
la ferita al collo, e un altro sospiro, di sollievo, nel sentire che ha smesso
di sanguinare………la mano libera si chiude a pugno……e
non può fare altro, dato che il paletto se lo è “portato
via” la creatura…
…ma la Cacciatrice è ben determinata a riprenderselo…